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Investigazioni online – Digital 4N6 https://www.informaticaforense.ch B-Positive Sagl Fri, 27 Mar 2026 12:25:43 +0000 it-IT hourly 1 Settimana 35: Truffe con personaggi famosi – il volto nascosto dell’intelligenza artificiale https://www.informaticaforense.ch/settimana-35-truffe-con-personaggi-famosi-il-volto-nascosto-dellintelligenza-artificiale/ Thu, 04 Sep 2025 09:14:33 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2641 02.09.2025 – La scorsa settimana l’UFCS ha ricevuto numerose segnalazioni da parte della popolazione relative a pubblicità e video falsi con la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. Per questo motivo, nella sua retrospettiva settimanale l’UFCS affronta il tema della manipolazione dei contenuti tramite l’intelligenza artificiale (IA). Nel caso in questione, la ministra delle finanze viene presentata con i cosiddetti «deepfake» come… Read more →

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02.09.2025 – La scorsa settimana l’UFCS ha ricevuto numerose segnalazioni da parte della popolazione relative a pubblicità e video falsi con la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. Per questo motivo, nella sua retrospettiva settimanale l’UFCS affronta il tema della manipolazione dei contenuti tramite l’intelligenza artificiale (IA). Nel caso in questione, la ministra delle finanze viene presentata con i cosiddetti «deepfake» come presunta sostenitrice di piattaforme di investimento fraudolente. L’obiettivo dei truffatori è quello di sfruttare la fiducia nelle cariche pubbliche per coinvolgere la popolazione in un’azione fraudolenta, in questo caso in un investimento fraudolento. In questa retrospettiva settimanale, l’UFCS spiega come riconoscere tali video e pubblicità fraudolenti e come proteggersi in modo efficace.

Da qualche tempo circolano sui social network come YouTube e su vari siti web sempre più annunci pubblicitari falsi in cui compare la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter. Questi annunci e video sono presentati come presunte interviste e mirano a dare l’impressione che la responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) stia promuovendo una piattaforma di investimento redditizia. La scelta della persona non è casuale. I criminali sfruttano in modo mirato la fiducia riposta in una persona che riveste un’alta carica pubblica per conferire la massima credibilità alle loro offerte finanziarie fraudolente. Gli utenti tendono a fidarsi maggiormente dei video con volti noti rispetto ai semplici annunci testuali. Associando una persona nota al pubblico alla promessa di guadagni facili e veloci, si cerca di influenzare in modo mirato la capacità di discernimento delle vittime. Questa è una caratteristica tipica delle truffe sugli investimenti.

Volti e voci – Il mondo dei «deepfake»

La tecnologia alla base di tali falsificazioni di immagini e video è denominata «deepfake». Il termine è composto da «deep learning» (un metodo dell’intelligenza artificiale) e «fake» (falsificazione). Grazie all’intelligenza artificiale, le registrazioni video, le immagini o le registrazioni audio vengono manipolate in modo tale che le persone sembrano dire o fare cose che non sono mai avvenute. A tal fine, l’intelligenza artificiale viene allenata con materiale fotografico e video esistente della persona in questione. Grazie ai social media e alle fonti accessibili al pubblico su Internet, oggi è facile trovare materiale fotografico e video di personaggi famosi (o di persone comuni).

Tra le tecniche più diffuse figurano il «face swapping», che consiste nel sostituire un volto in un video con un altro, e il «facial reenactment», che trasferisce le espressioni facciali e i movimenti delle labbra di una persona su un’altra. A queste tecniche si aggiunge spesso il «voice cloning», che riproduce sinteticamente la voce di una persona per generare frasi a piacere. Ciò che in passato richiedeva conoscenze specialistiche e attrezzature costose, oggi è accessibile a tutti grazie a software e applicazioni disponibili gratuitamente.

Esempio di un video «deepfake» della consigliera federale Karin Keller-Sutter su YouTube.

Esempio di pubblicità ingannevole per investimenti online.

Come riconoscere le falsificazioni digitali

La difesa più efficace contro tali manipolazioni è una sana dose di scetticismo e pensiero critico. È importante soprattutto essere consapevoli che oggi i video e le immagini possono essere facilmente manipolati e caricati sui social media e sui siti web. Prima di concentrarsi sui dettagli tecnici, è quindi necessario focalizzarsi sempre sul contesto e sul contenuto: fidatevi del vostro istinto. Se un’offerta sembra troppo bella per essere vera o se un personaggio pubblico si esprime in modo del tutto inconsueto, è necessario prestare la massima attenzione. Confrontate sempre le informazioni con fonti affidabili come siti web ufficiali o agenzie di stampa affermate.

Esistono inoltre altre caratteristiche che possono indicare la presenza di una falsificazione. La seguente lista di controllo riassume i punti principali:

CaratteristicaCampanello di allarme / A cosa prestare attenzione?
Viso e occhiBattito delle palpebre innaturale (eccessivo/insufficiente), sguardo fisso o vuoto, tonalità della pelle inadeguata ai tratti del viso.
Bocca e voceCattiva sincronizzazione labiale, tono robotico o privo di emozioni, pause strane o enfasi errata.
Qualità dell’immagineBordi sfuocati/distorti intorno al viso e ai capelli, illuminazione instabile o sfarfallio nel video.
Contenuto e contestoLa persona dice qualcosa di assolutamente insolito? L’offerta è irrealistica? L’affermazione è plausibile?
FonteIl video si trova su un canale ufficiale? Ne parlano media affidabili? Una rapida ricerca online può essere spesso d’aiuto.

Sebbene esistano strumenti software per il riconoscimento dei «deepfake», non esiste uno «strumento magico» affidabile al 100 per cento. La tecnologia per la creazione di falsificazioni si evolve rapidamente, così come quella per il loro riconoscimento. La vigilanza e la competenza mediatica rimangono quindi un pilastro fondamentale per riconoscere i contenuti manipolati.

Raccomandazioni

  • Non cliccare sui link presenti nell’annuncio e non inserire dati personali. Non inoltrare il video o la pubblicità.
  • Segnalate il contenuto alla piattaforma su cui è stato pubblicato (ad es. YouTube, Facebook o anche al gestore del sito web). Questo è il modo più veloce per far rimuovere i contenuti.
  • Segnalate il contenuto all’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS): utilizzate a tal fine il modulo di segnalazione ufficiale.
  • Se avete già subito un danno finanziario, sporgete immediatamente denuncia penale presso la competente autorità cantonale di polizia. Sul sito di Suisse ePolice potete cercare le stazioni di polizia più vicine a voi e i relativi numeri di telefono.
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Settimana 20: Falsi avvisi di virus via e-mail https://www.informaticaforense.ch/settimana-20-falsi-avvisi-di-virus-via-e-mail/ Thu, 22 May 2025 06:48:18 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2637 20.05.2025 – I cibercriminali cercano sempre di sottrarre denaro tramite e-mail fraudolente. La paura dei virus informatici è alla base di una truffa che ha fatto notizia per anni e che ora è tornata a far parlare di sé. Nelle ultime settimane l’UFCS ha ricevuto un numero crescente di segnalazioni in merito. Nei casi segnalati il link non conduce a siti… Read more →

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20.05.2025 – I cibercriminali cercano sempre di sottrarre denaro tramite e-mail fraudolente. La paura dei virus informatici è alla base di una truffa che ha fatto notizia per anni e che ora è tornata a far parlare di sé. Nelle ultime settimane l’UFCS ha ricevuto un numero crescente di segnalazioni in merito. Nei casi segnalati il link non conduce a siti fraudolenti, eppure i mittenti ci guadagnano.

Il modus operandi dei truffatori

All’improvviso arriva un’e-mail nella casella di posta elettronica dal titolo spesso allarmante: «Minaccia di virus! Proteggete il vostro sistema». Il messaggio vuole far intendere che l’abbonamento al software antivirus è scaduto, che il relativo conto sia stato bloccato, che è stato rilevato un accesso non autorizzato o che il computer sia stato infettato con svariati virus. Per indurre il destinatario a reagire rapidamente spesso viene propinato uno sconto per l’acquisto immediato di un antivirus. In caso contrario si rischia di vedere il proprio conto bloccato o rimosso.

Cliccando sul link si viene portati su una pagina web fraudolenta dove inizia una presunta scansione antivirus, che restituisce risultati altrettanto fittizi. Poco importa se il computer sia effettivamente infetto o quale sia il sistema operativo utilizzato. A questo punto i malcapitati vengono reindirizzati al sito web di un noto produttore di antivirus, dove possono acquistare il software di sicurezza appropriato per eliminare i rischi di sicurezza riscontrati. In altri casi, il link contenuto nell’email può portare direttamente al sito web di un noto produttore di antivirus.

E-mail che notifica la scadenza dell’antivirus.

E-mail che notifica un accesso non autorizzato e il conseguente blocco del conto.

E-mail che minaccia la rimozione del conto.

Obiettivo: abusare dei programmi partner

Il vero obiettivo di queste e-mail non è di infettare un computer cliccando sul link o eseguendo una scansione fittizia. I criminali abusano sempre più dei cosiddetti programmi partner o affiliati dei produttori di antivirus: per ogni acquisto di software effettuato cliccando sul link, i truffatori ricevono una provvigione da parte del produttore. L’avviso di virus e la scansione sono mero fumo negli occhi per spaventare l’utente e spingerlo a effettuare un acquisto, intascandosi così illecitamente le commissioni.

Con questo approccio i mittenti operano deliberatamente in una zona grigia. Tali e-mail non possono infatti essere classificate come fraudolente, sebbene l’intento sia comunque di ingannare consapevolmente il destinatario.

Raccomandazioni

  • I programmi antivirus costituiscono la protezione di base. Questi programmi dovrebbero però essere acquistati sui siti web ufficiali dei produttori evitando di cascare in offerte di dubbia provenienza.
  • Non cliccate sui link contenuti nelle e-mail di cui non potete identificare con certezza l’origine;
  • Né i produttori di antivirus, né Microsoft né altre aziende di software effettuano chiamate di assistenza senza preavviso o sollecito, né inviano e-mail non richieste per risolvere i problemi al computer.
  • Non consentite a nessuno di accedere al vostro computer da remoto. Se è già successo, il vostro pc potrebbe essere infetto. Per prima cosa, disinstallate il programma di accesso remoto.
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Settimana 19: Malware da presunta e-mail delle FFS https://www.informaticaforense.ch/settimana-19-malware-da-presunta-e-mail-delle-ffs/ Thu, 15 May 2025 06:44:37 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2634 13.05.2025 – Attualmente stanno circolando e-mail fasulle che sembrano provenire da SwissPass o dalle FFS. L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) riceve regolarmente segnalazioni in merito: nella maggior parte dei casi si tratta di tentativi di phishing. Attualmente sta circolando una variante particolarmente riuscita, che punta a infettare dispositivi Android con un malware. Dalla settimana scorsa l’UFCS continua a ricevere segnalazioni riguardanti… Read more →

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13.05.2025 – Attualmente stanno circolando e-mail fasulle che sembrano provenire da SwissPass o dalle FFS. L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) riceve regolarmente segnalazioni in merito: nella maggior parte dei casi si tratta di tentativi di phishing. Attualmente sta circolando una variante particolarmente riuscita, che punta a infettare dispositivi Android con un malware.

Dalla settimana scorsa l’UFCS continua a ricevere segnalazioni riguardanti presunte e-mail delle FFS, redatte in francese, che notificano un acquisto sospetto di un biglietto per 224 franchi effettuato da un dispositivo sconosciuto. Per comprovare se effettivamente si tratta di un acquisto illecito, s’invita il destinatario a cliccare sul comando «Ce n’était pas moi» («Non sono stato io»).

Presunte e-mail fraudolente delle FFS.

Cliccando sul tasto si apre una pagina che mostra un presunto biglietto da Parigi a Strasburgo. Appare anche un codice QR privo di funzione per dare maggiore credibilità all’aspetto ufficiale del messaggio, oltre a un presunto numero di prenotazione. Numerosi punti esclamativi e avvisi sottolineano l’urgenza dell’incidente: è una caratteristica tipica delle e-mail fraudolente. La vittima è infatti esortata ad agire rapidamente, senza avere così il tempo di notare le incongruenze.

Sito web di un presunto acquisto di un biglietto da Parigi a Strasburgo.

Per modificare o annullare l’acquisto, è necessario inserire i propri dati personali nella finestra successiva. Oltre al nome e all’indirizzo occorre anche indicare il metodo di pagamento e le coordinate bancarie. Al più tardi a questo passaggio chiunque dovrebbe insospettirsi, perché le coordinate bancarie non sono rilevanti e assolutamente prive di necessità in un caso simile.

Per annullare il presunto acquisto, è necessario fornire prima i dati personali, tra cui il metodo di pagamento e le coordinate bancarie.

Il modus operandi ricorda un tipico tentativo di phishing. Nel quadro del phishing classico, al passaggio successivo si richiederebbe una password o i dati della carta di credito.

In questa variante la truffa prende una piega diversa: cliccando sul comando si scarica un cosiddetto file apk. Gli utenti Android conoscono questo tipo di file: si tratta di un pacchetto di installazione per le app Android. Si tratta in realtà di un malware, progettato per rubare dati sensibili. Scaricando semplicemente il file, il telefono cellulare non viene infettato: per farlo è necessario prima installarlo. Questa operazione può essere eseguita solo dalla vittima. Per questo nella fase finale i criminali spiegano dettagliatamente ai malcapitati come installare il file apk sul telefono, soffermandosi in particolare sulla disattivazione dei meccanismi di sicurezza. Di norma sul telefono mobile vengono installate solo le app scaricate dallo store ufficiale. Poiché il file propinato dagli hacker non è ufficiale, occorre dapprima modificare l’opzione corrispondente e attivare l’installazione da «fonti sconosciute». Seguendo le istruzioni dei truffatori il malware viene così installato sul dispositivo.

Istruzioni dettagliate per l’installazione del malware sul telefono Android.

Infine è possibile addirittura informare dell’avvenuta installazione del malware o richidere assistenza in caso di problemi. L’UFCS non è stato in grado di verificare cosa succede quando si clicca sul comando «Richiedere assistenza». Probabilmente saranno proprio i truffatori a chiamare per fornire “assistenza”. Il numero di telefono è stato in effetti fornito dalla vittima nel modulo compilato anteriormente.

Insieme ai dati forniti in precedenza, come le coordinate bancarie e il numero di telefono della vittima, i truffatori dispongono a questo punto di un’ampia gamma di possibilità di attacco. Possono utilizzare queste informazioni per effettuare attacchi mirati contro i dati di accesso, manipolare le transazioni finanziarie o abusare dei dati personali.

Raccomandazioni

  • Non installate mai un programma da un sito web su cui siete approdati cliccando su un link contenuto in un’e-mail o in un SMS.
  • Installate solo i programmi e le applicazioni necessari e scaricateli sempre dal sito web del produttore o da un app store ufficiale.
  • Utilizzate app store alternativi solo se siete consapevoli dei potenziali rischi per la sicurezza e se vi fidate senza riserve delle fonti.
  • Se avete comunque installato un software di questo tipo, occorre far controllare il dispositivo da uno specialista e non effettuare transazioni bancarie o acquisti online durante questo periodo. Non inserite alcuna password.
  • Il ripristino delle impostazioni di fabbrica del dispositivo infetto è spesso l’unico modo per rimuovere il malware dal dispositivo.

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Settimana 17: Perseverano i tentativi di «truffa del CEO» contro i Comuni svizzeri https://www.informaticaforense.ch/settimana-17-perseverano-i-tentativi-di-truffa-del-ceo-contro-i-comuni-svizzeri/ Wed, 30 Apr 2025 07:59:00 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2627 29.04.2025 -L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) sta attualmente osservando un’ondata persistente di tentativi di «truffa del CEO». Nell’ultima settimana l’UFCS ha ricevuto un crescente numero di segnalazioni riguardanti tentativi di truffa in cui i criminali cercavano di farsi passare per dirigenti delle amministrazioni comunali col fine di indurre i collaboratori ad acquistare carte regalo o a inviare denaro. La presente… Read more →

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29.04.2025 -L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) sta attualmente osservando un’ondata persistente di tentativi di «truffa del CEO». Nell’ultima settimana l’UFCS ha ricevuto un crescente numero di segnalazioni riguardanti tentativi di truffa in cui i criminali cercavano di farsi passare per dirigenti delle amministrazioni comunali col fine di indurre i collaboratori ad acquistare carte regalo o a inviare denaro. La presente retrospettiva settimanale fa luce sul modus operandi dietro queste truffe, spiega perché a essere nel mirino sono proprio i Comuni e fornisce consigli validi per tutti su come proteggersi.

I Comuni sono un bersaglio succulento per i tentativi di «frode del CEO» per via della loro struttura pubblica e della disponibilità di informazioni sui relativi siti web. Nell’ultima settimana l’UFCS ha ricevuto un crescente numero di segnalazioni in merito. Di seguito descriviamo i metodi utilizzati dai truffatori, in particolare due casi in cui alle vittime è stato richiesto di acquistare delle carte regalo o corrispondere una somma di denaro.

La truffa del CEO: carte regalo e versamenti di denaro

Nella «truffa del CEO» i criminali impersonano via e-mail una figura dirigente, ad esempio un capo, un caposezione o persino il sindaco di un Comune. L’obiettivo è di manipolare i collaboratori inducendoli a corrispondere un pagamento ai truffatori o ad acquistare delle carte regalo.

Una pratica apparentemente diffusa che è stata osservata dall’UFCS contempla una richiesta di acquistare carte regalo online (ad esempio di Apple, Google Play, Steam). I truffatori contattano i collaboratori via e-mail, adducendo ad esempio a pretesto che il loro superiore è in riunione e ha urgentemente bisogno delle carte per un regalo o per una questione di lavoro. Le vittime vengono così istruite ad acquistare delle carte regalo, spesso del valore di diverse centinaia di franchi, e a inviare immediatamente i relativi codici via e-mail. I truffatori riscattano subito i codici non appena li hanno ricevuti, rendendo così impossibile recuperare il denaro.

Essempio di richiesta da parte del presunto sindaco.

Altro essempio di richiesta da parte del presunto sindaco.

Seconda fase e concretizzazione della truffa: scatta la richiesta di una carta regalo.

Un altro metodo prevede la richiesta di un versamento su un conto bancario. Anche in questo caso, ai collaboratori viene chiesto via e-mail, ad esempio dal sindaco, di effettuare un versamento urgente, di solito su conti esteri. Gli importi sono spesso inferiori alla soglia di autorizzazione interna, che richiederebbe ulteriori controlli.

Esempio: per effettuare un pagamento viene richiesto il saldo.

Modus operandi dei truffatori

La maggior parte degli attacchi segue il seguente schema:

  1. Raccolta preliminare di informazioni: gli autori raccolgono informazioni pubblicamente disponibili sul Comune, sulla sua struttura e sulle persone chiave dal sito web o dai social network.
  2. Presa di contatto con la vittima: le vittime sono solitamente prese di mira con e-mail inviate da un indirizzo mittente contraffatto o simile, talvolta impiegando servizi gratuiti (ad es. nome.cognome.comune@outlook.com).
  3. Manipolazione (social engineering): i truffatori fingono autorevolezza, creano pressioni temporali (appellandosi a questioni d’urgenza e immediatezza) e insistono sulla riservatezza per evitare indagini e controlli interni.
  4. Istruzioni: i truffatori forniscono istruzioni chiare per l’acquisto delle carte regalo e per la trasmissione dei codici o l’esecuzione del versamento.

Raccomandazioni

Qualora abbiate già effettuato il pagamento, rivolgetevi immediatamente alla banca tramite la quale avete eseguito la transazione. Quest’ultima potrebbe eventualmente avere ancora la possibilità di bloccare il versamento. Inoltre, vi consigliamo di rivolgervi alla polizia cantonale responsabile per la vostra sede sociale e sporgere una denuncia penale.

Misure organizzative:

  • Verifica: per qualsiasi richiesta inconsueta di pagamento o di carta regalo via e-mail, è essenziale confermarla con il presunto cliente attraverso un canale separato e noto (ad esempio, una telefonata a un numero interno noto, una conversazione personale). Non rispondete mai all’e-mail e non utilizzate i dati di contatto in essa contenuti.
  • Processi: stabilite processi di approvazione dei pagamenti chiaramente definiti, compreso il principio del doppio controllo, soprattutto per le transazioni straordinarie. Premuratevi di imporre la stretta osservanza di questi processi. Stabilite regole e limiti di autorizzazione chiari.
  • Sensibilizzazione: istruite regolarmente tutti i collaboratori, in particolare quelli che ricoprono ruoli finanziari e dirigenziali. Sensibilizzateli sui pericoli legati alla «truffa del CEO», del phishing e del social engineering.
  • Gestione delle informazioni: siate cauti nel pubblicare gli organigrammi interni dettagliati e i dati di contatto diretto dei collaboratori dell’ufficio addetto alle finanze.

Misure technice:

  • Sicurezza delle e-mail: impostate filtri efficaci per lo spam e il phishing. L’UFCS raccomanda agli amministratori di posta elettronica di configurare meccanismi di verifica del mittente (SPF, DKIM, DMARC); Configurate l’ambiente di posta elettronica affinché i collaboratori vengano avvisati se le e-mail provengono da una fonte esterna.
  • Autenticazione: se possibile, utilizzate password forti e l’autenticazione a due fattori (2FA).
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Settimana 16: Riciclare i dispositivi riduce l’impatto ambientale… con qualche riserva https://www.informaticaforense.ch/settimana-16-riciclare-i-dispositivi-riduce-limpatto-ambientale-con-qualche-riserva/ Mon, 28 Apr 2025 10:31:52 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2623 22.04.2025 – La scorsa settimana l’UFCS ha ricevuto una segnalazione inconsueta. Una persona residente all’estero aveva trovato su un laptop appena acquistato i dati del segnalante, caricandoli in seguito su un server cloud. Il nuovo acquirente ha quindi contattato il precedente proprietario, ovvero il segnalante dell’UFCS, chiedendogli se avesse ancora bisogno dei dati e volesse quindi scaricarli, oppure se potessero essere… Read more →

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22.04.2025 – La scorsa settimana l’UFCS ha ricevuto una segnalazione inconsueta. Una persona residente all’estero aveva trovato su un laptop appena acquistato i dati del segnalante, caricandoli in seguito su un server cloud. Il nuovo acquirente ha quindi contattato il precedente proprietario, ovvero il segnalante dell’UFCS, chiedendogli se avesse ancora bisogno dei dati e volesse quindi scaricarli, oppure se potessero essere cancellati.  Ma com’è possibile che questi dati siano potuti finire in mani sconosciute? Si tratta di un ricatto o di un tentativo di diffondere malware? La risposta a questa domanda vi sorprenderà.

L’UFCS ha ricevuto una segnalazione inconsueta la settimana scorsa riguardante una persona all’estero che ha contattato il segnalante, informandolo di aver trovato i suoi dati su un computer che lo stesso aveva acquistato. Dopo alcune ricerche, il nuovo acquirente ha scoperto a chi appartenevano i dati, caricandoli su un server cloud affinché il suo proprietario potesse scaricarli se ne avesse ancora bisogno. In caso contrario, si poteva procedere all’eliminazione dei dati tanto sul computer che sul server cloud. Sull’archiviazione cloud erano effettivamente salvati foto e documenti del segnalante. La richiesta era quindi vera.

Ma com’è potuto succedere, e perché? Si tratta forse di una nuova tipologia di ricatto o di un tentativo di indurre la potenziale vittima a scaricare malware? La spiegazione è in realtà sorprendente: il segnalante aveva mandato qualche anno prima il laptop in rottamazione, ritenendolo irreparabile. Non si era però premurato di distruggere il disco fisso. A quanto pare il portatile non è stato smaltito, ma rivenduto all’estero. Il nuovo acquirente aveva gentilmente contattato il proprietario precedente per chiedergli se avesse ancora bisogno dei dati. Ciò dimostra quanto sia importante cancellare irreversibilmente i dati presenti su un dispositivo elettronico prima di smaltirlo (operazione nota come «wiping»).

Tu quoque, PlayStation

In un altro caso segnalato all’UFCS, un conto PlayStation è stato improvvisamente condiviso con un secondo utente, che si spacciava in chat come titolare legittimo dell’account. Tutto lasciava presagire che si trattasse di un hackeraggio. Ma poi il segnalante si era accorto che nel conto era stata registrata una carta di credito sconosciuta. Era un dettaglio curioso, perché i tuffatori sono generalmente interessati alle carte di credito della vittima, e non a inserirne una propria.

Dopo una ricerca approfondita, anche in questo caso è emerso che il segnalante aveva venduto la sua vecchia PlayStation senza cancellare l’account collegato. Il nuovo proprietario ha continuato a utilizzare l’account, forse senza rendersi conto delle conseguenze. Anche questo caso dimostra quanto sia importante rimuovere tutti i dati personali e i collegamenti agli account prima di vendere i propri dispositivi.

Problemi di rivendita

Nel frenetico mondo digitale il ciclo di vita dei dispositivi elettronici è relativamente breve. Appare pertanto sensato dare una seconda vita agli apparecchi regalandoli o vendendoli. Tuttavia, vendere o regalare un dispositivo senza aver effettuato la dovuta pulizia digitale può sortire conseguenze spiacevoli. I dati personali, come i dati di accesso, le password salvate o persino le app con gli account utente attivati, restando sul dispositivo possono offrire un accesso indesiderato al nuovo proprietario. Ma con gli strumenti appropriati è possibile anche ripristinare i dati che sembrano essere stati cancellati. Ciò può rivelarsi problematico e spiacevole tanto per il vecchio che per il nuovo proprietario. Inoltre, informazioni sensibili come foto o documenti privati possono cadere nelle mani sbagliate ed essere utilizzate impropriamente. Per evitare tali rischi, prima di vendere un dispositivo è sempre consigliabile eseguire una cancellazione completa dei dati e reinstallare il sistema operativo.

Raccomandazioni

  • Rimuovere gli account:
    In primo luogo, tutti gli account personali devono essere disconnessi dal dispositivo e cancellati completamente. Questi includono account di posta elettronica, app store, social network o altri servizi collegati. Per gli smartphone occorre disattivare anche le funzioni di sicurezza come «Trova il mio iPhone» o servizi simili.
  • Sicurezza dei dati:
    Prima di cancellare i dati, è consigliabile eseguire un backup completo. È possibile farlo su una memoria esterna o in una soluzione cloud sicura per non perdere nessuna informazione importante.
  • Ripristino delle impostazioni di fabbrica:
    Un ripristino delle impostazioni di fabbrica solitamente cancella tutti i dati e reimposta il dispositivo allo stato originale. Tuttavia, è necessario assicurarsi che tutte le informazioni personali siano state effettivamente rimosse.
  • Formattazione e soluzioni software aggiuntive:
    Per i computer o i dispositivi particolarmente sensibili, può essere utile una formattazione integrale dei dischi rigidi mediante un software specializzato, nota come «wiping». In questo modo si assicura che non sia più possibile ripristinare i dati.
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Settimana 15: Il «chain phishing» non risparmia neanche i social media https://www.informaticaforense.ch/settimana-15-il-chain-phishing-non-risparmia-neanche-i-social-media/ Fri, 18 Apr 2025 10:20:00 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2620 15.04.2025 – I social network come Facebook, Instagram, X e Snapchat sono particolarmente allettanti per i cibercriminali, perché gli utenti sono molto attivi su queste piattaforme. Se un truffatore ruba i dati di login, ottenendo quindi l’accesso a un account di social media, può creare post e visualizzare i dati. Le possibilità per un truffatore sono quindi molteplici: può pubblicare annunci… Read more →

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15.04.2025 – I social network come Facebook, Instagram, X e Snapchat sono particolarmente allettanti per i cibercriminali, perché gli utenti sono molto attivi su queste piattaforme. Se un truffatore ruba i dati di login, ottenendo quindi l’accesso a un account di social media, può creare post e visualizzare i dati. Le possibilità per un truffatore sono quindi molteplici: può pubblicare annunci pubblicitari, diffondere fake news sulla persona o sull’azienda in questione o persino ricattarla. Spesso i criminali utilizzano l’identità di qualcun altro per attaccare in modo mirato i suoi amici sui social network. Anche questi ultimi diventano a loro volta vittime, innescando una reazione a catena.

Un metodo di attacco segnalato all’UFCS nelle ultime settimane mostra che gli aggressori passano sistematicamente da un account di social media all’altro: grazie ai dati di login rubati, inviano e-mail a nome della vittima per ottenere ulteriori credenziali di accesso, approfittando del fatto che i destinatari conoscono la persona da cui proviene la richiesta. Per aumentare le loro possibilità di successo, i criminali cercano anche di mettere mano alle credenziali di accesso di diversi servizi Internet in un colpo solo. Questo metodo gli consente di compromettere in modo rapido ed efficace un gran numero di account, accelerando così la diffusione dell’attacco e aumentando le possibilità di ottenere informazioni preziose. Dal momento che non viene compromesso un solo account, ma diversi, il danno per la vittima è notevole.

Il concorso

Nelle varianti attuali si riceve una richiesta da un conoscente, che sostiene di partecipare a un concorso di moda o di stile, dove ogni voto conta. Il conoscente sarebbe molto felice se la persona contattata votasse per lui. Poiché la richiesta sui social media proviene da una persona conosciuta, la vittima non ci pensa troppo e clicca sul link indicato. Il sito web che si apre sembra effettivamente una piattaforma di voto per un concorso di moda.

Presunta pagina dove è possibile votare per diverse persone.

Oltre allo sfondo che si ispira a una sfilata di moda, la pagina mostra anche i nomi delle persone per le quali è già stato votato o quelle che finora hanno ricevuto il maggior numero di voti. Per poter votare, tuttavia, è necessario effettuare il login. Oltre a Instagram, è possibile accedere anche con Facebook o con un account e-mail. Se si osservano più da vicino le immagini dei candidati e le si confrontano con quelle già presenti in Internet, si nota che provengono tutte da banche dati di immagini commerciali. Questo è un chiaro indizio di un sito web fraudolento. L’intero sito web è stato creato solo per impossessarsi delle password delle vittime.

Il metodo perfido

Il metodo adottato dai truffatori è ancora più perfido: al momento della registrazione, qualunque siano le credenziali inserite, si riceve sempre il messaggio che la password è errata. Il motivo potrebbe essere il seguente: se il login con l’account Instagram non funziona, la vittima presume che si tratti di un errore tecnico e prova anche con l’account Facebook. In fin dei conti vuole solo fare un favore all’amica o all’amico e votare per lei o lui. Se anche il login con Facebook non va a buon fine, la vittima tenta di accedere con l’account e-mail. In questo modo, in un colpo solo i truffatori mettono le mani su due account di social media e anche a quello dell’e-mail, con il quale possono persino accedere ad altri servizi e account collegati allo stesso indirizzo e-mail utilizzando la funzione di ripristino della password.

Reazione a catena

Con tutti questi dati, altri amici vengono poi colpiti secondo lo stesso principio, innescando una reazione a catena. I lettori abituali della retrospettiva settimanale conoscono questa procedura: il metodo chiamato «chain phishing», con il quale i truffatori si spostano da un account all’altro, è particolarmente diffuso tra gli account aziendali di Microsoft 365. In ambito privato, il metodo viene utilizzato anche sui social media ed è pertanto necessario agire con particolare cautela.

Raccomandazioni

  • Non inserite mai dati personali come password o dati della carta di credito su un sito Internet aperto tramite un link ricevuto via e-mail o SMS.
  • Assicuratevi sempre di essere sulla pagina giusta quando vi viene chiesto di inserire le vostre credenziali.
  • In caso di dubbio, chiedete al vostro conoscente o alla vostra conoscente se è davvero lui o lei ad avere inviato il messaggio.
  • Se avete inserito la vostra password, modificatela immediatamente per tutti i servizi in cui la utilizzate. Utilizzate una password diversa e complessa per ogni servizio.
  • Per i servizi che consentono l’autenticazione a due fattori, è necessario attivarla, aumentando così la sicurezza dei dati in modo significativo.
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Settimana 14: In un anno si sono quintuplicati i casi segnalati di phishing tramite annunci https://www.informaticaforense.ch/settimana14-in-un-anno-si-sono-quintuplicati-i-casi-segnalati-di-phishing-tramite-annunci/ Mon, 14 Apr 2025 12:16:27 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2614 08.04.2025 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) mette ripetutamente in guardia dalle truffe tramite annunci. Gli annunci offrono ai truffatori molteplici possibilità di attacco. Tra le varianti più in voga vi sono la vendita di merci inesistenti e il mancato pagamento di merci acquistate e già spedite. Nel cosiddetto phishing tramite annunci, i truffatori mirano a mettere mano ai dati della… Read more →

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08.04.2025 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) mette ripetutamente in guardia dalle truffe tramite annunci. Gli annunci offrono ai truffatori molteplici possibilità di attacco. Tra le varianti più in voga vi sono la vendita di merci inesistenti e il mancato pagamento di merci acquistate e già spedite. Nel cosiddetto phishing tramite annunci, i truffatori mirano a mettere mano ai dati della carta di credito e a impadronirsi dei conti Twint o persino dell’e-banking. Nelle ultime settimane si è registrato un forte aumento delle segnalazioni relative a questo tipo di truffa.

L’UFCS mette ripetutamente in guardia dalle truffe tramite annunci, poiché queste piattaforme offrono una grande varietà di possibilità di attacco. Nelle ultime settimane si è registrato un aumento preoccupante delle segnalazioni di phishing tramite annunci: mentre un anno fa i casi notificati erano poco meno di 50, a febbraio 2025 le notifiche sono passate a oltre 250.

Aumento del cosiddetto phishing tramite annunci da gennaio 2024

Il tentativo di frode ha inizio con una vendita su una piattaforma di annunci, dove è normale che un potenziale acquirente si faccia vivo poco dopo la pubblicazione dell’annuncio. Acquirente e venditore trovano rapidamente un accordo, a cui segue uno scambio di messaggi su WhatsApp per discutere le modalità di pagamento. L’acquirente suggerisce un metodo di pagamento di una nota azienda, di solito la Posta, e invia un link su cui la vittima deve cliccare per riscuotere il denaro che l’acquirente ha presumibilmente già trasferito. Le pagine che si aprono hanno sì un aspetto talmente realistico da suscitare fiducia, ma sono invece concepite per sottrarre dati sensibili come informazioni bancarie o sul conto. Sebbene contenga il nome dell’azienda nota, anche il link è scelto in modo tale da reindirizzare in realtà alla pagina del truffatore.

Il sito web viene personalizzato a seconda del venditore per renderlo più credibile, ad esempio adattando il prezzo all’offerta e talvolta inserendo anche una foto dell’oggetto venduto.

Sito web della Posta apparentemente autentico, sul quale è in teoria possibile «riscuotere» l’importo

Nella fase successiva, è possibile scegliere se il denaro deve essere trasferito sulla carta di credito o su Twint. Se si seleziona la prima opzione, è necessario inserire i dati della carta di credito: ed ecco che il phishing della carta è servito. Se invece si sceglie Twint, si viene reindirizzati a una pagina con i loghi Twint di diverse banche, come avviene anche in molti negozi online.

Pagina per la scelta dell’app Twint dei vari istituti finanziari

Cliccando sul simbolo corrispondente si apre una copia esatta della pagina di login della banca in questione. Una volta inseriti il numero di contratto, lo username e la password, appare una schermata che invita ad attendere e a non chiudere la finestra, onde evitare l’interruzione della procedura di login. Questo è un segnale del fatto che, in background, i truffatori stanno cercando di accedere all’e-banking. Tutti i conti di e-banking sono protetti tramite autenticazione a due fattori. Username e password non sono sufficienti, è necessario anche il secondo fattore, che viene richiesto solo dopo aver avviato la procedura di login. I truffatori effettuano quindi l’accesso in background e ingannano la vittima facendola aspettare.

Dopo aver inserito i dati di accesso all’e-banking, compare una schermata che avvisa di non chiudere la pagina per tre minuti.

In effetti, dopo un po’ appare una finestra di supporto in cui viene chiesto, ad esempio, se si è in possesso di un lettore di carte. A questo punto, i truffatori comunicano alla vittima quale codice deve inserire nel lettore di carte. I truffatori lo hanno ricevuto dopo aver inserito username e password. Se la vittima inoltra il codice ai truffatori, questi hanno accesso al portale di e-banking. L’UFCS non ha modo di sapere se, alla fine, i truffatori utilizzano questo accesso per un addebito diretto o se con questi dati di accesso tentano di trasferire su un altro numero il conto Twint collegato al conto bancario.

Dopo aver inserito i dati bancari, viene richiesto il secondo fattore di autenticazione; in questo caso, ad esempio, il codice visualizzato sul lettore di carte.

Possibilità di attacco diretto al conto prepagato Twint

In un’altra variante si fa credere che il presunto acquirente abbia già trasferito il denaro e che il venditore possa quindi farselo versare sul proprio conto prepagato Twint. Per farlo, deve solo fornire alcuni dati di accesso, che in una prima fase sono il numero di telefono e il PIN di Twint. Con questi dati, i truffatori cercano di trasferire il conto sul loro dispositivo e quindi di attivare l’invio di un codice di sicurezza, che viene mandato alla vittima tramite SMS. Solo se si conosce questo codice è possibile trasferire effettivamente il conto TWINT. Per questo motivo, in una seconda fase i truffatori cercano di spingere la vittima a inoltrare a loro anche questo codice. Con questo codice e il PIN di Twint a sei cifre inserito in precedenza, i truffatori possono mettere le mani al conto Twint della vittima e accedervi direttamente.

Sito di phishing che mira a impossessarsi del conto TWINT.

Attacco ai dati della carta di credito come ripiego

Ma non è finita qui: nel caso qualcosa andasse storto o se loro non fossero online, i truffatori hanno creato un’altra trappola in cui la vittima viene reindirizzata su un’altra pagina di phishing che richiede l’inserimento dei dati della carta di credito. In questo modo i truffatori possono almeno impadronirsi di questi dati per poi usarli in modo illecito.

Sito di phishing per mettere mano ai dati della carta di credito che viene visualizzato se l’attacco al conto e-banking non ha successo.

Raccomandazioni

  • Se dovete ricevere denaro in quanto venditori, non dovete mai fornire i dati della vostra carta di credito, i dati di accesso all’e-banking o un codice Twint.
  • Non comunicate mai codici ricevuti per messaggio.
  • Non cliccate sui link contenuti in messaggi sospetti: non inserite mai dati personali su siti web che avete aperto da un’e-mail sospetta o da un SMS.
  • Non spedite la merce finché il prezzo d’acquisto concordato non è stato accreditato sul vostro conto, oppure concordate il pagamento in contanti al momento del ritiro della merce. Non accettate pagamenti con assegni.
  • Quando si effettuano pagamenti, non fidatevi delle conferme di pagamento inviate via e-mail, perché potrebbero essere falsificate. Verificate sul vostro conto se il pagamento è stato accreditato integralmente.
  • Fate attenzione se l’acquirente vuole pagare più di quanto concordato inizialmente.
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Settimana 13: Entrare in Gran Bretagna (e in altri Paesi): attenzione al modulo ESTA https://www.informaticaforense.ch/settimana-13-entrare-in-gran-bretagna-e-in-altri-paesi-attenzione-al-modulo-esta/ Thu, 03 Apr 2025 13:10:14 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2610 01.04.2024 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) constata sempre più spesso che operatori privati offrono supporto per la richiesta di autorizzazioni di viaggio rilasciate dagli Stati. Il valore aggiunto di queste offerte spesso è discutibile e vi è anche un rischio notevole che si tratti di attività fraudolente. I cittadini svizzeri che desiderano recarsi in determinati Paesi come gli Stati Uniti,… Read more →

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01.04.2024 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) constata sempre più spesso che operatori privati offrono supporto per la richiesta di autorizzazioni di viaggio rilasciate dagli Stati. Il valore aggiunto di queste offerte spesso è discutibile e vi è anche un rischio notevole che si tratti di attività fraudolente. I cittadini svizzeri che desiderano recarsi in determinati Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda e dal 2 aprile 2025 anche la Gran Bretagna hanno bisogno di un’autorizzazione di viaggio elettronica per poter entrare nel rispettivo Paese senza visto. I truffatori sfruttano la natura spesso complessa di queste procedure per creare siti web che sembrano ufficiali con lo scopo di ingannare gli utenti per ottenere denaro o i loro dati.

I viaggiatori che provengono da Paesi per cui non vi è l’obbligo di visto necessitano di un’autorizzazione ESTA/ETA (Electronic System for Travel Authorization) per entrare in determinati Paesi. Con questa autorizzazione i viaggiatori possono soggiornare per un determinato periodo di tempo negli Stati Uniti e in altri Paesi senza avere bisogno di un visto. Purtroppo questo meccanismo viene sfruttato per ingannare viaggiatori ignari allo scopo di ottenere vantaggi economici. A tal fine vengono creati siti web che vogliono far credere di avere un carattere ufficiale. Spesso questi siti web richiedono tariffe eccessive per l’elaborazione della domanda ESTA. Inoltre vi è il rischio che i dati personali inseriti vengano utilizzati impropriamente per un furto d’identità.

Attenzione ai dettagli

Dal 2 aprile 2025 anche per entrare in Gran Bretagna è necessario un modulo ESTA/ETA di questo tipo. Per questa ragione l’UFCS prevede che ci saranno offerte dubbie che si rivolgono in particolare ai viaggiatori che desiderano recarsi in Gran Bretagna. Già la scorsa settimana all’UFCS è stato segnalato un sito web che «fornisce supporto» a pagamento ai viaggiatori specificamente per la domanda ESTA/ETA per la Gran Bretagna. Guardando con attenzione sulla pagina iniziale si vede un disclaimer secondo cui il sito non ha nessun legame con autorità governative e quindi non è un sito ufficiale delle autorità e che il prezzo della domanda, compresa la tariffa, è assolutamente esagerato:

«Questo sito web NON è legato a nessuna autorità governativa. La nostra piattaforma offre un supporto passo dopo passo per garantire che le domande siano compilate in modo corretto e completo. Tutti i richiedenti possono presentare la loro domanda sul relativo sito web governativo senza il nostro aiuto».

Pagina iniziale di etastravel.com

Secondo le informazioni ufficiali fornite sul sito web del governo britannico la domanda ESTA/ETA al momento costa 10 sterline (dal 9 aprile 2025 16 sterline).

Attenzione ai risultati di ricerca

Nella maggior parte dei casi i viaggiatori non conoscono direttamente il sito web ufficiale per richiedere l’ESTA/ETA, ma lo cercano tramite un motore di ricerca. I gestori di siti web ingannevoli ne sono consapevoli e quindi ricorrendo a vari trucchi cercano di piazzare i loro siti il più in alto possibile tra i risultati di ricerca, soprattutto sopra i siti ufficiali. Spesso tali siti compaiono anche tra i link sponsorizzati sopra i risultati di ricerca veri e propri. In un altro caso la vittima utilizzando un motore di ricerca stava cercando come compilare il modulo ESTA per gli Stati Uniti ed è finita su un sito falsificato. Il sito web stesso conteneva emblemi ufficiali del governo statunitense ed era registrato con un dominio .org. In questo caso, invece dei soliti 21 dollari, ne sono stati addebitati ben 121.

Sito web che sembra ufficiale e si spaccia per quello del servizio di immigrazione statunitense.

Raccomandazioni

Utilizzate esclusivamente i siti web ufficiali delle autorità competenti per la richiesta di autorizzazioni di viaggio. I siti web ufficiali sono i seguenti:

  • State attenti anche durante le ricerche. Spesso prima dei risultati delle pagine ufficiali vengono visualizzati dei link pubblicitari, contrassegnati con la dicitura «sponsorizzati».
  • In caso di dubbi conviene sempre contattare l’ambasciata o il consolato del relativo Paese per ottenere informazioni ufficiali e affidabili.
  • Informatevi in anticipo riguardo alle tasse ufficiali per l’autorizzazione di viaggio e diffidate da offerte che recano prezzi sensibilmente superiori.

Fonte: https://www.ncsc.admin.ch/ncsc/it/home/aktuell/im-fokus/2025/wochenrueckblick_13.html

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Rapporto annuale dell’Ufficio federale della cibersicurezza 2024: retrospettiva sul primo anno come ufficio federale – informatica forense https://www.informaticaforense.ch/rapporto-annuale-dellufficio-federale-della-cibersicurezza-2024-retrospettiva-sul-primo-anno-come-ufficio-federale-informatica-forense/ Mon, 31 Mar 2025 06:40:55 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2604 28.03.2025 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) traccia un bilancio positivo del suo primo anno come ufficio federale autonomo. Nel rapporto annuale 2024 pubblicato oggi l’UFCS fornisce una panoramica degli sviluppi, dei successi e delle sfide più importanti affrontate nell’intento di aumentare la cibersicurezza in Svizzera nel 2024. Il trasferimento in un ufficio autonomo ha consentito all’UFCS di ottimizzare e di… Read more →

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28.03.2025 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) traccia un bilancio positivo del suo primo anno come ufficio federale autonomo. Nel rapporto annuale 2024 pubblicato oggi l’UFCS fornisce una panoramica degli sviluppi, dei successi e delle sfide più importanti affrontate nell’intento di aumentare la cibersicurezza in Svizzera nel 2024.

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Il trasferimento in un ufficio autonomo ha consentito all’UFCS di ottimizzare e di ampliare ulteriormente le sue prestazioni. Concentrare i processi operativi ha permesso di consolidare la cibersicurezza in Svizzera nonostante le risorse siano limitate e di rispondere alle esigenze sempre più elevate della società, del mondo economico e politico. Così facendo, l’ufficio è riuscito a gettare basi solide per adempiere il suo mandato legale e ad ampliare ulteriormente i suoi servizi.

Numeri e risultati dell’UFCS

Un obiettivo fondamentale dell’UFCS è stato fornire sostegno a organizzazioni e alla popolazione nella gestione di ciberincidenti. Oltre all’analisi della situazione di minaccia nell’ambito ciber e al trattamento di ciberincidenti, l’attività di prevenzione e di supporto a favore di infrastrutture critiche, aziende e della popolazione è stato un compito fondamentale dell’UFCS. Ne è un esempio l’attività di supporto fornita in occasione di grandi manifestazioni come il World Economic Forum e la conferenza sulla pace in Ucraina, durante le quali l’UFCS ha gestito un centro di situazione ciber insieme alle autorità e a partner provenienti dall’economia privata.

Nel 2024 il Cyber Security Hub, una piattaforma per lo scambio e la gestione di informazioni relative a ciberminacce, ciberincidenti, vulnerabilità e prassi in materia di cibersicurezza, nonché il programma «bug bounty» sono stati sviluppati e ampliati in maniera costante. Nel frattempo il programma «bug bounty» è diventato un elemento irrinunciabile per aumentare la sicurezza in seno all’Amministrazione federale. Complessivamente nel 2024 all’UFCS sono pervenute 371 segnalazioni relative a vulnerabilità. Di queste, 239 sono state classificate come valide dopo l’analisi tecnica. Nel 2024 l’UFCS ha versato premi (i cosiddetti «bounty») ad hacker etici per un importo complessivo di 250 000 franchi.

Visione strategica dell’UFCS e prospettiva

L’orientamento strategico dell’UFCS è stato ulteriormente affinato: la cibersicurezza in Svizzera è stata rafforzata in maniera costante in stretta collaborazione con tutti gli attori rilevanti. L’ufficio ha quattro obiettivi fondamentali: rendere più intelligibili le ciberminacce, mettere a disposizione strumenti di prevenzione, ridurre i danni e garantire la sicurezza di prodotti digitali.
Nel 2025 l’UFCS continua ad affrontare sfide di ampia portata: date le incertezze a livello geopolitico e una situazione caratterizzata da crescenti minacce, occorre impiegare le risorse disponibili in modo mirato e definire in modo chiaro i compiti prioritari. In tale contesto l’UFCS continuerà a collaborare a stretto contatto con i partner internazionali e a conservare un’infrastruttura di sicurezza affidabile.

Rapporto annuale UFCS 2024 (PDF, 2 MB, 28.03.2025)

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Settimana 12: Acquirenti e venditori di biglietti nel mirino dei truffatori https://www.informaticaforense.ch/settimana-12-acquirenti-e-venditori-di-biglietti-nel-mirino-dei-truffatori/ Tue, 25 Mar 2025 14:48:45 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2591 25.03.2025 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) riceve sempre più spesso segnalazioni di truffe sui biglietti. In particolare con l’inizio della vendita dei biglietti per la stagione 2025 dei festival all’aperto e l’imminente Eurovision Song Contest (ESC), e facendo leva soprattutto sulla scarsità di biglietti, nelle prossime settimane si assisterà con ogni probabilità a un aumento dei tentativi di truffa sotto… Read more →

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25.03.2025 – L’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) riceve sempre più spesso segnalazioni di truffe sui biglietti. In particolare con l’inizio della vendita dei biglietti per la stagione 2025 dei festival all’aperto e l’imminente Eurovision Song Contest (ESC), e facendo leva soprattutto sulla scarsità di biglietti, nelle prossime settimane si assisterà con ogni probabilità a un aumento dei tentativi di truffa sotto forma di biglietti falsi o che vengono rivenduti a prezzi gonfiati oppure di annunci fasulli su Internet. In una variante un po’ più particolare e notificata di frequente, i truffatori cercano di attirare la vittima direttamente su una finta piattaforma. L’UFCS invita a stare all’erta e a non farsi ingannare.

Con l’inizio della stagione calda tornano anche i festival all’aperto in Svizzera, che offrono ai truffatori un’ottima opportunità per servirsi di vari metodi di truffa, tra cui la rivendita di biglietti a prezzi gonfiati, i biglietti d’ingresso fasulli e gli annunci ingannevoli su Internet. Per aumentare la sicurezza, gli organizzatori adottano ormai misure ad hoc, come biglietti personalizzati e piattaforme ufficiali di rivendita. I truffatori, tuttavia, approfittano della scarsità di biglietti e della mancanza di tempo dei visitatori last-minute dei festival.

La variante classica

Quando i biglietti ufficiali sono esauriti, spesso spuntano offerte sospette rivolte espressamente ai fan delusi rimasti a mani vuote. Su piattaforme come Facebook e altri social network, profili nuovi o falsi offrono biglietti a prezzi apparentemente allettanti per i singoli eventi.

Nella variante classica, il presunto venditore afferma di possedere un biglietto per un evento molto richiesto e cerca di conquistare la fiducia dell’acquirente inviando uno screenshot che lascia intendere che il biglietto esista davvero. Spinto dalla paura di perdersi l’evento, l’acquirente spesso paga subito tramite un servizio di pagamento mobile. Purtroppo, in un simile caso di truffa, si scopre in seguito che il biglietto non esiste e che lo screenshot era una vera e propria contraffazione. Qualsiasi trasferimento di biglietti che non avviene tramite le app ufficiali o il sito web ufficiale degli organizzatori comporta un rischio maggiore e dovrebbe quindi essere gestito con cautela.

La variante contro i venditori

Anche i visitatori dei festival che vogliono rivendere i propri biglietti possono incappare nei truffatori. All’UFCS è stato notificato un caso in cui il venditore ha messo in vendita il proprio biglietto su Instagram. Appena pubblicato l’annuncio, è stato contattato da un acquirente interessato, che ha tuttavia invitato il venditore a dimostrare l’autenticità del biglietto prima dell’acquisto e del pagamento. Il venditore, in buona fede, ha inviato una foto del biglietto con il codice QR. L’acquirente è poi svanito nel nulla senza effettuare il pagamento e ha utilizzato il codice QR per i propri scopi. Il venditore truffato ha informato l’organizzatore, che ha annullato il biglietto, rendendolo così inutilizzabile per il truffatore.

La variante ingegnosa

In un metodo di truffa un po’ più sofisticato e notificato di frequente, i truffatori utilizzano le piattaforme di incontri per trovare le loro vittime, dove si presentano come persone simpatiche e attraenti e cercano di instaurare in breve tempo un legame emotivo. Poco dopo propongono di incontrarsi a un concerto o a teatro e inviano alla vittima un link a una presunta biglietteria online per concerti o spettacoli teatrali in Svizzera. A prima vista il sito web a cui rimanda il link sembra serio e professionale, ma uno sguardo attento al sito ufficiale delle rispettive istituzioni culturali rivela subito che lo spettacolo indicato non è attualmente in programma.

Alle vittime viene chiesto di prenotare i posti per un determinato spettacolo, fornendo informazioni personali come nome e indirizzo. Durante la presunta procedura di pagamento vengono richiesti i dati della carta di credito, ed è proprio questo l’obiettivo dei truffatori. Se la truffa va a buon fine, i dati rubati della carta di credito vengono immediatamente utilizzati per addebiti non autorizzati.

Raccomandazioni

Per evitare di incappare in truffe legate alla rivendita online di biglietti, è necessario adottare alcune precauzioni.

  • Acquistare i biglietti solo tramite canali ufficiali o attendibili. Prediligere le biglietterie autorizzate dall’organizzatore (siti ufficiali, punti vendita accreditati, piattaforme ufficiali di scambio biglietti). Evitare le piattaforme che operano sul mercato grigio.
  • Diffidare delle offerte troppo vantaggiose o troppo urgenti: biglietti disponibili all’ultimo minuto a prezzo di costo (o a un prezzo troppo basso) per un evento sold out o un venditore/acquirente che spinge a concludere immediatamente la transazione dovrebbero far scattare un campanello d’allarme. Se si sospetta che si tratti di una truffa, interrompere immediatamente l’interazione con la persona.
  • Non fornire mai informazioni personali: non fornire agli acquirenti e ai venditori online né una copia della carta d’identità o del passaporto né alcuna informazione bancaria al di fuori del servizio di pagamento previsto. Nessuna transazione lecita di biglietti necessita di documenti personali. Se è stato inavvertitamente fornito un documento d’identità a un truffatore, occorre notificarlo al più presto al servizio di rilascio dei documenti d’identità del proprio Comune.
  • Prediligere pagamenti sicuri e tracciabili utilizzando preferibilmente soluzioni di pagamento integrate in piattaforme ufficiali o metodi di pagamento che offrono protezione (ad esempio, alcuni servizi trattengono l’importo fino alla conferma della ricezione del biglietto). In caso di «mancata ricezione», conservare tutte le prove (screenshot, ricevute) e sporgere denuncia alla polizia cantonale.
  • Notificare i tentativi di truffa: se si è scoperto un annuncio sospetto o si è stati vittima di una truffa, si prega di informare la piattaforma o il sito web su cui è avvenuto il contatto (piattaforma di annunci, gruppo Facebook ecc.).

Numeri e statistiche attuali

Segnalazioni della scorsa settimana per categoria:

Numeri attuali

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Interruzione dei sistemi informatici dell’Amministrazione federale a causa di un attacco DDoS https://www.informaticaforense.ch/interruzione-dei-sistemi-informatici-dellamministrazione-federale-a-causa-di-un-attacco-ddos/ Mon, 24 Mar 2025 14:50:06 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2582 19.03.2025 – A seguito di intensi attacchi DDoS, diversi servizi informatici dell’Amministrazione federale sono temporaneamente compromessi da mercoledì pomeriggio 19 marzo 2025, dalle 14.30 circa. Gli attacchi DDoS sono attacchi di sovraccarico che mirano alla disponibilità dei servizi online. I dati non vengono trasferiti durante un attacco DDoS. Gli attacchi continuano. Grazie alle contromisure adottate per contrastare gli scenari di… Read more →

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19.03.2025 – A seguito di intensi attacchi DDoS, diversi servizi informatici dell’Amministrazione federale sono temporaneamente compromessi da mercoledì pomeriggio 19 marzo 2025, dalle 14.30 circa.

Melden Sie Schwachstellen

Gli attacchi DDoS sono attacchi di sovraccarico che mirano alla disponibilità dei servizi online. I dati non vengono trasferiti durante un attacco DDoS.

Gli attacchi continuano. Grazie alle contromisure adottate per contrastare gli scenari di attacco in continua evoluzione, la situazione è stata stabilizzata, ma alcuni servizi non sono ancora disponibili.

Nota:

In questi attacchi contro la disponibilità di siti web e servizi, gli autori desiderano generalmente attirare l’attenzione dei media per propagare la loro ideologia. L’UFCS chiede ai giornalisti pertanto che le segnalazioni siano il più contenute possibile, in modo che gli aggressori ricevano meno attenzione possibile.

Ulteriori informazioni:

DDoS

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Settimana 11: reazione a catena con il phishing di Microsoft 365 https://www.informaticaforense.ch/settimana-11-reazione-a-catena-con-il-phishing-di-microsoft-365/ Thu, 20 Mar 2025 14:50:00 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2585 18.03.2025 – La scorsa settimana, l’UFCS ha rilevato diversi tentativi di phishing contro account aziendali di Microsoft 365, con l’obiettivo di «frugare» negli account violati alla ricerca di dati sensibili da utilizzare per ulteriori attacchi. La particolarità di questi attacchi è il modo in cui si diffondono: dall’account violato viene inviata un’e-mail di phishing a tutti i contatti, innescando il fenomeno… Read more →

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18.03.2025 – La scorsa settimana, l’UFCS ha rilevato diversi tentativi di phishing contro account aziendali di Microsoft 365, con l’obiettivo di «frugare» negli account violati alla ricerca di dati sensibili da utilizzare per ulteriori attacchi. La particolarità di questi attacchi è il modo in cui si diffondono: dall’account violato viene inviata un’e-mail di phishing a tutti i contatti, innescando il fenomeno noto come «chain phishing» o phishing a catena, una modalità di diffusione che ricorda appunto una reazione a catena. Microsoft è una delle piattaforme più utilizzate per la comunicazione e la collaborazione aziendali, pertanto gli account di Microsoft 365 sono un obiettivo davvero appetibile per i cibercriminali.

Il phishing è un tentativo da parte dei criminali di mettere mano a password e altri dati personali tramite e-mail, SMS o messaggi falsi. I truffatori utilizzano messaggi che sembrano perfettamente reali per convincere le loro vittime a rivelare dati personali. Il cosiddetto phishing a catena è una modalità di diffusione particolarmente pericolosa, in cui vengono inviate, da account già violati, e-mail false all’intero elenco di contatti della vittima. Il metodo sfrutta l’effetto valanga e ricorda una reazione a catena che si intensifica (in inglese «chain»). Dal momento che i destinatari conoscono il presunto mittente, la probabilità che cadano vittime del phishing è notevolmente più alta. Essendo il mittente noto, i destinatari tendono a rispondere ai messaggi falsi e a rivelare più facilmente i propri dati di accesso, poiché il loro scetticismo si riduce. Un singolo attacco di phishing riuscito può quindi avere conseguenze di vasta portata e compromettere numerosi altri account.

Microsoft 365 nel mirino

Gli attacchi di phishing a catena spesso si concentrano sugli utenti della piattaforma Microsoft 365. La diffusione di Microsoft 365 rende la piattaforma un obiettivo davvero appetibile per i truffatori, che mirano ad accedere a un’ampia gamma di dati e funzioni sensibili. I truffatori utilizzano finte pagine di login di Office 365 per rubare i dati di accesso. Una tattica comune consiste nell’inviare e-mail che invitano gli utenti ad aggiornare le informazioni del proprio account o a verificare la propria password su una pagina Microsoft contraffatta, ma che assomiglia incredibilmente all’originale, con il pretesto di aprire un documento. Il design familiare della piattaforma aumenta la probabilità che gli utenti inseriscano i propri dati di accesso senza il benché minimo sospetto.

Un tipico esempio di attacco di phishing a catena si svolge nel modo seguente: un collaboratore di un’azienda riceve, da parte di un collega o di un partner commerciale, un’e-mail di phishing, che contiene un link a un documento presumibilmente salvato su una pagina Microsoft OneDrive o SharePoint e che richiede l’accesso a Microsoft 365 per essere visualizzato. Il collaboratore inserisce le proprie credenziali e le invia inconsapevolmente ai truffatori, i quali ottengono quindi l’accesso al suo account e lo utilizzano per inviare a loro volta e-mail di phishing a tutti i suoi contatti, in particolare colleghi, clienti o partner commerciali. Siccome queste nuove e-mail sembrano provenire da una fonte attendibile, è altamente probabile che anche i destinatari clicchino sui link, facendo così ripetere l’attacco.

E-mail contenente un link a un presunto documento

Finta e-mail di Office 365

Accesso non autorizzato a dati confidenziali

Tramite gli account violati di Microsoft 365, i truffatori non solo possono inviare messaggi di phishing, ma ottengono anche l’accesso a dati aziendali sensibili, incluse informazioni personali e comunicazioni di partner commerciali, clienti e colleghi. L’accesso non autorizzato a comunicazioni riservate e ad altre informazioni protette memorizzate in servizi come e-mail, SharePoint e OneDrive può avere gravi conseguenze. Tali fughe di dati rendono la vittima ricattabile e possono danneggiare la reputazione di un’azienda e comportare conseguenze legali ai sensi della legislazione svizzera in materia di protezione dei dati e, se del caso, del GDPR. È quindi fondamentale farsi un’idea dei dati potenzialmente trafugati e valutare il rischio per ogni singolo dato.

Allo stesso modo, un account violato di un collaboratore può anche fungere da punto di partenza per attacchi alla catena di fornitura. Anche le e-mail di phishing inviate da un account attendibile di un collaboratore a fornitori o clienti possono compromettere questi ultimi. Inoltre, gli account violati possono essere utilizzati per diffondere malware.

Attenzione alle regole per l’inoltro

Spesso negli account violati i truffatori creano una regola per l’inoltro per ricevere una copia di tutte le e-mail in arrivo: in questo modo continuano ad appropriarsi di tutte le informazioni anche se la password è stata reimpostata da tempo. Se così facendo il truffatore continua ad avere accesso all’account e-mail, in un secondo momento può persino effettuare il login in altri servizi, qualora questi offrano una funzione di ripristino della password via e-mail.

Misure e raccomandazioni

  • Controllare attentamente l’indirizzo e-mail del mittente.
  • Prestare attenzione alle e-mail in cui il nome visualizzato del mittente non corrisponde all’indirizzo e-mail effettivo.
  • Gli appellativi generici come «Gentile cliente» al posto del nome del destinatario sono spesso un segnale di avvertimento.
  • Prestare attenzione agli errori di grammatica e di ortografia.
  • Controllare sempre l’indirizzo Internet aperto (URL) prima di inserire una password.
  • Diffidare delle e-mail in cui si chiede di eseguire un’azione, come ad esempio cliccare su un link o aprire un allegato.
  • Non inserire mai dati sensibili su formulari aperti tramite un link in un’e-mail.
  • Attivare, se possibile, un’autenticazione a due fattori. Ciò garantisce un maggiore livello di protezione per impedire che l’account venga violato.
  • Non dimenticare che i mittenti delle e-mail possono essere falsificati facilmente.
  • Se vengono inviati messaggi manipolati a proprio nome, è presumibile che l’account/il sistema di posta elettronica sia stato violato. In tal caso, cambiare immediatamente la password e controllare i filtri e-mail e le regole per l’inoltro.
  • I truffatori creano spesso una regola per l’inoltro per ricevere una copia di tutte le e-mail in arrivo. L’UFCS raccomanda inoltre di controllare il sistema.
  • Informare i propri contatti, poiché potrebbero aver ricevuto un’e-mail.
  • Secondo l’articolo 24 della nuova legge federale sulla protezione dei dati (LPD), le violazioni della sicurezza dei dati devono essere notificate all’IFPDT se comportano un rischio elevato per la personalità o i diritti fondamentali delle persone interessate dalla fuga di dati. La disposizione si applica a privati, aziende e organi federali. La notifica all’IFPDT deve essere effettuata il prima possibile. Il formulario di notifica è disponibile qui:  https://databreach.edoeb.admin.ch/report
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Settimana 10: Stipulare involontariamente un abbonamento visitando un sito web attendibile https://www.informaticaforense.ch/settimana-10-stipulare-involontariamente-un-abbonamento-visitando-un-sito-web-attendibile/ Wed, 12 Mar 2025 14:52:00 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2588 11.03.2025 – La scorsa settimana l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha ricevuto una segnalazione riguardante un sito web apparentemente sospetto per richieste di dati dei detentori di veicoli. Tuttavia, dopo aver effettuato dei controlli, non sono emerse irregolarità e il sito web si è rivelato attendibile. Ciononostante la consultazione del sito ha comportato costi indesiderati per l’utente che aveva effettuato la… Read more →

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11.03.2025 – La scorsa settimana l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha ricevuto una segnalazione riguardante un sito web apparentemente sospetto per richieste di dati dei detentori di veicoli. Tuttavia, dopo aver effettuato dei controlli, non sono emerse irregolarità e il sito web si è rivelato attendibile. Ciononostante la consultazione del sito ha comportato costi indesiderati per l’utente che aveva effettuato la segnalazione.

Concluso un abbonamento dopo aver effettuato una richiesta di dati del detentore di un veicolo

La scorsa settimana l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha ricevuto una segnalazione riguardante un sito web apparentemente sospetto sul quale è possibile effettuare richieste di dati di detentori di veicoli. L’utente aveva subito un danno alla sua automobile e voleva trovare il detentore dell’altro veicolo coinvolto nell’episodio. Alla ricerca di informazioni utili online si è imbattuto in un sito web che riportava istruzioni al riguardo. Il sito web sembrava affidabile ed era ben strutturato. Sotto le istruzioni su come effettuare una ricerca del detentore c’era un grande pulsante verde ben visibile con la scritta «Fortsetzen» («Continua»).

Cliccando su questo pulsante si è aperta un’altra pagina che gli chiedeva di inserire il proprio numero di telefono. Credendo si trattasse di un passaggio necessario per rintracciare il detentore dell’altro veicolo l’utente ha inserito il proprio numero di telefono e ha seguito le istruzioni riportate sul sito web. Poco dopo sono sorti i primi dubbi che hanno trovato conferma pochi giorni più tardi, quando sulla sua fattura telefonica l’utente ha trovato un addebito insolito di 15 franchi.

Il sito web è affidabile, ma lo è anche la pubblicità?

A prima vista la situazione sembrava chiara. Controllando il sito l’UFCS però ha riscontrato che si trattava di un sito web affidabile esistente da più di dieci anni. I contenuti non destavano sospetti e il sito web riportava informazioni corrette su come ottenere i dati del detentore di un veicolo nei singoli Cantoni. Inizialmente quindi non era chiaro come fosse potuto accadere questo episodio. In seguito i sospetti sono quindi ricaduti sui contenuti visualizzati in modo dinamico, ovvero sulle pubblicità. Per assicurare il finanziamento del proprio sito web, numerosi gestori propongono diversi spazi pubblicitari su quest’ultimo. Questi spazi vengono acquistati da agenzie pubblicitarie che inseriscono pubblicità, come avvenuto in questo caso. Sotto la spiegazione di come effettuare la ricerca del detentore del veicolo in parte veniva visualizzato un annuncio pubblicitario con i pulsanti «Fortfahren» («Procedi»), «Aktivieren» («Attiva»), «Zugreifen» («Accedi») e il grande pulsante «Fortsetzen» («Continua»). A prima vista si potrebbe avere l’impressione che questo pulsante sia necessario per effettuare la richiesta dei dati.

Sotto le istruzioni su come ottenere i dati del detentore di un veicolo si trova il pulsante di grandi dimensioni «Fortsetzen» («Continua»).

Dopo aver cliccato sul pulsante «Fortsetzen» gli utenti vengono reindirizzati a un sito web dove vengono invitati a inserire un numero di telefono. Più in basso è riportato il costo di 15 franchi alla settimana. Poiché gli utenti hanno ancora in mente la richiesta di informazioni sul detentore e il costo di un franco, è molto probabile che leggano questa parte senza la dovuta attenzione e inseriscano il numero di telefono. Anziché ottenere informazioni sul detentore del veicolo in questo modo sottoscrivono involontariamente un abbonamento a un dato servizio.

Sito web sul quale si viene invitati a inserire un numero di telefono e si stipula un abbonamento al costo di 15 franchi.

Pubblicità di questo tipo non sono una novità

L’UFCS rileva ripetutamente annunci pubblicitari che possono essere confusi con i contenuti ufficiali del sito web. Alcuni di questi annunci potrebbero avere lo scopo di confondere intenzionalmente gli utenti. Non sempre però il testo della pubblicità è fuorviante come in questo caso. Un altro esempio al riguardo sono gli annunci su siti web che offrono ad esempio la possibilità di scaricare dei documenti. Anche in questo caso vi è il rischio di fare confusione per cui gli utenti cliccano sul link della pubblicità ben visibile anziché sul link del documento desiderato. Un altro caso che è stato segnalato all’UFCS già diverse volte riguarda l’uso di simili annunci su scanner per la lettura di codici QR gratuiti. Anche in questo caso gli utenti spesso confondono il link scansionato con la pubblicità. In questo caso si tratta di un pulsante verde con la scritta «Start». Se si è di fretta e non si legge attentamente la pagina, si finisce inevitabilmente per cliccare sul pulsante più visibile. Anche in questo caso il link pubblicitario rimandava a un abbonamento. L’UFCS ha pubblicato una retrospettiva settimanale anche su questo argomento.

Applicazione per la lettura di codici QR; nella parte inferiore viene visualizzata una pubblicità. Il pulsante «Start» è messo in evidenza e induce gli utenti sotto stress a cliccare sul link dei truffatori anziché su quello corretto.

Misure

  • Guardate con attenzione i siti web. Siate particolarmente scettici se stile e contenuto cambiano improvvisamente
  • Siate particolarmente prudenti quando occorre inserire numeri di telefono o dati di carte di credito. In questo caso assicuratevi di trovarvi ancora sul sito web giusto.
  • Per i titolari dei siti web: se potete scegliere la posizione dell’annuncio pubblicitario cercate di posizionarlo in modo che non sia fuorviante. Il rischio di fare confusione è particolarmente elevato nelle pubblicità inserite all’interno di testi.
  • La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) raccomanda di inviare una lettera raccomandata al fornitore subito dopo aver scoperto l’errore, in cui contestate il contratto per errore e promessa fraudolenta. La lettera deve contenere almeno quanto segue: «Sono stato tratto/a in inganno dal vostro sito web. Contesto pertanto il contratto stipulato per errore e promessa fraudolenta.»
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Settimana 1: Il nuovo anno è arrivato portando con sé nuovi rischi di frode: le criptotruffe con l’intelligenza artificiale sono in aumento https://www.informaticaforense.ch/settimana-1-il-nuovo-anno-e-arrivato-portando-con-se-nuovi-rischi-di-frode-le-criptotruffe-con-lintelligenza-artificiale-sono-in-aumento/ Wed, 08 Jan 2025 15:50:39 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2577 07.01.2025 – Con la rapida crescita della popolarità delle criptovalute è aumentato notevolmente anche il relativo numero di truffe. Un metodo particolarmente perfido ricorre all’intelligenza artificiale (IA). Ad esempio, i truffatori utilizzano l’intelligenza artificiale per creare siti web, profili di social media e persino video: tutto falsificato, eppure altamente credibile. Scoprite nella prima retrospettiva settimanale del 2025 un caso segnalato all’UFCS… Read more →

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07.01.2025 – Con la rapida crescita della popolarità delle criptovalute è aumentato notevolmente anche il relativo numero di truffe. Un metodo particolarmente perfido ricorre all’intelligenza artificiale (IA). Ad esempio, i truffatori utilizzano l’intelligenza artificiale per creare siti web, profili di social media e persino video: tutto falsificato, eppure altamente credibile. Scoprite nella prima retrospettiva settimanale del 2025 un caso segnalato all’UFCS che ha avuto inizio su un canale YouTube: un presunto esperto di criptovalute ha pubblicizzato un programma che prometteva enormi profitti attraverso il trading controllato dall’intelligenza artificiale. Ma invece del software, le vittime hanno scaricato inconsapevolmente del malware sui propri computer.

L’ascesa dell’intelligenza artificiale nelle frodi legate alle criptovalute

Le criptovalute sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni. Tuttavia, con la loro crescente popolarità è aumentato anche il numero di truffe. Uno dei più recenti tipi di criptofrode vede l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) per ingannare le vittime ignare.

I tentativi di criptofrode supportati dall’intelligenza artificiale sono spesso difficili da riconoscere. Ad esempio, i truffatori sfruttano l’IA per creare siti web, account di social media, programmi e persino video falsi. I risultati sembrano molto autentici, sono molto convincenti ed estremamente difficili da smascherare. Tuttavia, i malintenzionati possono anche utilizzare l’intelligenza artificiale per generare risposte automatiche alle richieste delle potenziali vittime nonché a scopi di comunicazione.

Il falso canale YouTube

In un caso segnalato all’UFCS, la criptotruffa messa a punto con l’intelligenza artificiale inizia su YouTube. Il canale è presentato molto probabilmente da una persona generata dall’intelligenza artificiale, anche se a prima vista sembra reale. La persona sostiene di essere un esperto di criptovalute e offre una serie di servizi, tra cui il trading di criptovalute e la consulenza sugli investimenti. Il profilo YouTube sembra estremamente autentico ed è anche contrassegnato come «verificato». Il profilo ha molti follower, numerosi commenti positivi e visualizzazioni. Ma pochi si rendono conto che tutto questo si può comprare. A tradirlo sono le statistiche del profilo, dove si può chiaramente vedere che in un giorno sono stati aggiunti oltre 100 000 follower:

In un solo giorno sono stati aggiunti quasi 100 000 follower. Questo è un indicatore del fatto che potrebbe trattarsi di follower acquistati.

Inolte tutti i video presentano praticamente lo stesso contenuto. Si tratta sempre di istruzioni su come sbloccare la modalità sviluppatore nel software «TradingView». A tal fine è necessario eseguire un codice specifico in una riga di comando (CMD) per installare un’intelligenza artificiale che supporti la generazione di profitti. In realtà, però, si scarica sul computer un malware, un cosiddetto «infostealer». Questo malware consente al truffatore di rubare informazioni sensibili e password di vari account nonché di svuotare interi portafogli di criptovalute. Le vittime non solo subiscono perdite finanziarie, ma perdono anche l’accesso alle loro e-mail e ad altri account, il che può aggravare notevolmente il danno inferto.

Eseguire il malware: i video su YouTube mostrano come eseguire il codice tramite la riga di comando.

Rimanere vigili e informati

La consapevolezza dei rischi associati alle criptotruffe è fondamentale. È possibile adottare alcune misure per prevenire tali frodi.

In generale vale il principio seguente: se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, molto probabilmente si tratta di una truffa.

  • Siate scettici nei confronti delle offerte non richieste. Se ricevete un’offerta non richiesta per un investimento in criptovalute, prestate la massima attenzione. I truffatori spesso utilizzano e-mail di spam, messaggi e annunci sui social media o anche telefonate per contattare le potenziali vittime;
  • Fate le vostre ricerche. Prima di effettuare un investimento in criptovalute, è necessario informarsi. Leggete le relazioni e le recensioni sull’azienda o sul progetto che sta dietro all’investimento e assicuratevi che sia affidabile. Non affidatevi esclusivamente alle informazioni fornite dal sito web in questione;
  • Cercate i segnali di allarme. Ci sono alcuni segnali di allarme che possono indicare che un investimento in criptovalute è una truffa. Tra questi, le promesse di rendimenti elevati senza rischi, la pressione a investire rapidamente e la mancanza di informazioni sull’azienda o sul progetto alla base dell’investimento;
  • Fate attenzione quando scaricate software da fonti sconosciute. Scaricate software solo da fonti affidabili. In caso di dubbi, è meglio non installarlo. Prestate particolare attenzione se vi viene chiesto di eseguire una riga di comando (CMD) dopo aver scaricato un software. L’esecuzione del codice può avere gravi conseguenze e deve essere eseguita solo da specialisti.
  • Segnalate il sospetto di frode. Se ritenete di essere stati vittime di una frode in criptovaluta, dovete denunciare il fatto alle autorità di polizia; potete trovare il posto di polizia più vicino alla propria posizione tramite il sito «Suisse ePolice»;
  • Social media: segnalate i profili fraudolenti ai social media di riferimento.

Ulteriori informazioni

Fonte: https://www.ncsc.admin.ch/ncsc/it/home/aktuell/im-fokus/2025/wochenrueckblick_1.html

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Telefonata Shock? Riappendi subito! https://www.informaticaforense.ch/telefonata-shock-riappendi-subito/ Tue, 24 Dec 2024 11:28:00 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?p=2563 Proteggersi dalle truffe: 5 consigli agli anziani (e non solo) del nostro Comune. Continua la lotta contro le truffe agli anziani, specialmente quelle legate alle «telefonate shock»: un’attività illecita che non conosce confini e che sembra non fermarsi. D’altronde le cifre parlano chiaro, negli ultimi anni, il Canton Ticino ha visto un’importante recrudescenza del fenomeno delle truffe rivolte agli anziani.… Read more →

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Proteggersi dalle truffe: 5 consigli agli anziani (e non solo) del nostro Comune.

Continua la lotta contro le truffe agli anziani, specialmente quelle legate alle «telefonate shock»: un’attività illecita che non conosce confini e che sembra non fermarsi. D’altronde le cifre parlano chiaro, negli ultimi anni, il Canton Ticino ha visto un’importante recrudescenza del fenomeno delle truffe rivolte agli anziani.

Nel 2023, sono stati segnalati oltre 1’300 tentativi di truffa telefonica, spesso definite «telefonate shock» che si presentano nelle loro molteplici varianti quali per esempio «il falso nipote» o «il finto poliziotto » .

Di questi tentativi, 46 truffe sono state portate a termine, causando un danno complessivo di oltre 2 milioni di franchi. A fine dicembre, 12 persone sono state arrestate in relazione a queste truffe.

Nel 2024, da gennaio a settembre, siamo a quota 6 arresti, con 11 truffe consumate e 400 tentativi segnalati nel nostro Cantone, alcuni di questi anche provenienti dal nostro Distretto.

Fonte foto: inarzignano.it

Come funzionano queste truffe

I truffatori chiamano le vittime fingendosi parenti in difficoltà, avvocati o funzionari di polizia. Spesso, creano un senso di urgenza, chiedendo denaro per risolvere immediatamente una situazione critica, facendo riferimento per esempio a falsi incidenti accaduti o fittizi ricoveri in ospedale. Le vittime, preoccupate per i loro cari, cedono alle richieste senza verificare l’autenticità della chiamata.

Consigli utili

  1. “Non fidarsi delle chiamate sconosciute”: se ricevi una chiamata da un numero sconosciuto, non fornire informazioni personali o finanziarie. In caso di dubbi, anche minimi, termina la chiamata, verifica con i tuoi familiari o una persona di fiducia ed avvisa la Polizia.
  • “Verifica le Informazioni”: se qualcuno ti chiama dicendo di essere un parente in difficoltà, prendi tempo per verificare la situazione. Chiama direttamente il parente o un altro membro della famiglia per confermare la storia.
  • “Non cedere alla pressione”: i truffatori cercano di creare un senso di urgenza. Ricorda che le autorità non ti chiederanno mai di trasferire denaro immediatamente.
  • “Parla con una persona di fiducia”: se hai dubbi su una chiamata o una richiesta, parla con un familiare, un amico o un vicino di casa
  • “Segnala le truffe”: se sospetti di essere stato vittima di una truffa, contatta immediatamente la polizia. Le segnalazioni aiutano le autorità a identificare e fermare i truffatori.

Ma chi sono queste persone e che precauzioni possiamo adottare?

Lo abbiamo chiesto al commissario Luca Allegri, sostituto capo Sezione reati contro il patrimonio, presso la Polizia Cantonale.

“Sul territorio cantonale si muovono perlopiù i “pesci piccoli” responsabili di prelevare il denaro e gli averi quando l’anziano casca nella rete. All’estero, nel frattempo, c’è una struttura ben organizzata che gestisce il tutto: un’attività illecita internazionale, – riferisce Allegri – con basisti come spesso accade in Polonia o in altri Stati dell’est Europeo.

“Spesso queste bande criminali attingono i numeri di telefono direttamente dagli elenchi telefonici online”. – Aggiunge il commissario Allegri. “Forse non tutti sanno che è possibile richiedere direttamente ai gestori di queste piattaforme, di essere rimossi gratuitamente da questi registri pubblici”.

“Inoltre, contattando il proprio gestore di telefonia, è possibile impostare dei filtri sulle chiamate in entrata, inibendo per esempio quelle provenienti da paesi fuori dall’Europa.”

Sei già stato/a vittima di una truffa?

Non colpevolizzarti, non vergognarti e non rinchiuderti in te stesso/a! Purtroppo è già accaduto a molte

persone di cadere vittime di questo tipo di truffa. Affronta quindi il problema con decisione: contatta la Polizia e descrivi esattamente cos’è successo. Sporgere denuncia è fondamentale per dare la possibilità alle autorità competenti, che già sono particolarmente attive nella prevenzione, di poter fermare e perseguire gli autori al fine di contrastare questo fenomeno.

La prevenzione è la chiave per proteggersi dalle truffe. Essere informati e vigili può fare la differenza. Condividi queste informazioni con amici e familiari anziani per aiutarli a rimanere al sicuro.

Ricorda, non sei mai solo/a: le autorità e la comunità sono qui per proteggerti e aiutarti.

Castel San Pietro , dicembre 2024, Romeo Bressi

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Consulenza aziendale https://www.informaticaforense.ch/informatica-forense-ticino-analisi-forensi-investigatore-digitale/consulenza-aziendale-investigazioni-digitali-informatica-forense-perizie-infomratiche-ticino-svizzera-canton-ticino/ Wed, 29 Oct 2014 10:57:26 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?page_id=1971 Offriamo servizi di consulenza aziendale di informatica forense; non si erogano servizi di sicurezza informatica. La perizia informatica si propone di individuare ed acquisire le prove informatiche utili a documentare e provare la commissione di un reato (dipendente infedele, accesso abusivo, copia/sottrazione di dati, concorrenza sleale…). Effettuiamo consulenza informatica per la prevenzione, la valutazione nella risposta e la gestione di… Read more →

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Offriamo servizi di consulenza aziendale di informatica forense; non si erogano servizi di sicurezza informatica. La perizia informatica si propone di individuare ed acquisire le prove informatiche utili a documentare e provare la commissione di un reato (dipendente infedele, accesso abusivo, copia/sottrazione di dati, concorrenza sleale…).links-you-should-never-click

Effettuiamo consulenza informatica per la prevenzione, la valutazione nella risposta e la gestione di incidenti informatici, inteso come insieme di procedure da attuare e non valutazione di strumenti e soluzione software (no sicurezza informatica in senso stretto).
Supporto tecnico a investigatori privati

Offriamo supporto agli investigatori privati in ambito privato e aziendale dal punto di vista tecnico per l’effettuazione di perizie di informatica forense (acquisizione e analisi di dati digitali e produzione di report).

 

Offriamo inoltre una consulenza agli amministratori IT per la formazione del personale in merito ai fenomeni di phishig e social engineering.

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Perizie https://www.informaticaforense.ch/informatica-forense-ticino-analisi-forensi-investigatore-digitale/perizie-forensi-informatica-forense-accertamento-tecnico-svizzera-canton-ticino/ Wed, 29 Oct 2014 10:40:33 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?page_id=1961 Ci occupiamo di consulenze tecniche informatiche in ambito civile e penale, nonchè di perizie informatiche in sede penale. Con il termine perizia informatica (o perizia informatica forense) si fa riferimento in generale non solo alla perizia informatica in ambito penale ma anche a qualsiasi tipologia di accertamento tecnico. Perizie per le Assicurazioni: accertamento e valutazione danni su computer, notebook, smartphone… Read more →

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Ci occupiamo di consulenze tecniche informatiche in ambito civile e penale, nonchè di perizie informatiche in sede penale. Con il termine perizia informatica (o perizia informatica forense) si fa riferimento in generale non solo alla perizia informatica in ambito penale ma anche a qualsiasi tipologia di accertamento tecnico.images

Perizie per le Assicurazioni: accertamento e valutazione danni su computer, notebook, smartphone e tablet

Lo studio di informatica forense esegue perizie informatiche su incarico di privati,  aziende, avvocati o dell’Autorità Giudiziaria nel settore della Digital, Mobile e Network Forensics.
Perizie informatiche e Consulente Tecniche per Collegi Arbitrali, Giudici e Pubblici Ministeri come pure gli avvocati per una consulenza tecnica di parte

Lo studio di informatica forense offre servizi di Consulenza Tecnica di Parte in materia informatica su incarico di avvocati, aziende e privati. Il supporto é fornito sin dalla fase delle indagini interne, collaborando con gli avvocati nella preparazione di querele, nella gestione di fascicoli (penali o civili), nelle indagini difensive, negli incontri collegiali nell’ambito di una perizia informatica o di una consulenza tecnica d’ufficio, in dibattimento.

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Computer Forensics https://www.informaticaforense.ch/informatica-forense-ticino-analisi-forensi-investigatore-digitale/computer-forensics-informatica-forense-lugano-ticino-canton-ticino-investigazioni-digitiali-indagini-digitali-cybercrime/ Wed, 29 Oct 2014 10:39:52 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?page_id=1957 “La Computer Forensics è la scienza che studia l’individuazione, la conservazione, la protezione, l’estrazione, la documentazione e ogni altra forma di trattamento del dato informatico per essere valutato in un processo giuridico e studia, ai fini probatori, le tecniche e gli strumenti per l’esame metodologico dei sistemi informatici.” (Wikipedia) Individuazione Il primo e più importante passo che un digital forenser… Read more →

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“La Computer Forensics è la scienza che studia l’individuazione, la conservazione, la protezione, l’estrazione, la documentazione e ogni altra forma di trattamento del dato informatico per essere valutato in un processo giuridico e studia, ai fini probatori, le tecniche e gli strumenti per l’esame metodologico dei sistemi informatici.” (Wikipedia)

Individuazione

Il primo e più importante passo che un digital forenser deve compiere prima di iniziare la sua investigazione, è quello di identificare la prova informatica e la sua possibile posizione. Una prova digitale può essere infatti contenuta in diverse tipologie di supporti, come hard disks, media rimuovibili oppure un log file su un server.
Trovare il dato informatico è una condizione necessaria per il digital forenser.

Conservazione

Il digital forenser deCybersecurity-Fields-of-Studyve garantire il massimo impegno per conservare l’integrità della prova informatica. Il dato originale non deve essere modificato e danneggiato e quindi si procede realizzandone una copia (bit-a-bit), su cui il digital forenser compie l’analisi. Dopo aver effettuato la copia è necessario verificarne la consistenza rispetto al dato originale: per questo motivo si firmano digitalmente il dato originale e la copia, che devono coincidere

Protezione

Il dato originale deve essere protetto nella maniera più idonea a seconda del supporto su cui si trova. Le cause di alterazione di un supporto magnetico e di un supporto ottico, ad esempio, sono ben differenti. Si deve inoltre garantire una catena di custodia, ovvero un documento che dica quello che è stato fatto e quali persone fisiche hanno avuto accesso al dato originale e alle copie effettuate

Estrazione

È il processo attraverso il quale il digital forenser, servendosi di diverse tecniche e della sua esperienza, trova la posizione del dato informatico ricercato e lo estrae

Documentazione

L’intero lavoro del digital forenser deve essere costantemente documentato, a partire dall’inizio dell’investigazione fino al termine del processo. La documentazione prodotta comprende, oltre alla catena di custodia, un’analisi dei dati rinvenuti e del processo seguito. Un’accurata documentazione è di fondamentale importanza per minimizzare le obiezioni e spiegare come ripetere l’estrazione con un analogo processo sulla copia.

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Recupero Dati https://www.informaticaforense.ch/informatica-forense-ticino-analisi-forensi-investigatore-digitale/recupero-dati/ Wed, 29 Oct 2014 10:39:38 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?page_id=1955 Dati persi ? No problem Sempre più dati vengono memorizzati in dispositivi elettronici. Dati importanti, spesso vitali per la persone ed aziende. Come ogni oggetto tecnologico, anche i dispositivi di memorizzazione sono soggetti a guasti. Hard Disk, chiavi USB, memory card, CD, DVD, sistemi RAID, nessuno è realmente sicuro al 100%. Cadute, scariche elettriche, errori umani, semplice usura sono sempre in agguato.… Read more →

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Dati persi ? No problem

Sempre più dati vengono memorizzati in dispositivi elettronici. Dati importanti, spesso vitali per la persone ed aziende. Come ogni oggetto tecnologico, anche i dispositivi di memorizzazione sono soggetti a guasti. Hard Disk, chiavi USB, memory card, CD, DVD, sistemi RAID, nessuno è realmente sicuro al 100%. Cadute, scariche elettriche, errori umani, semplice usura sono sempre in agguato. Un salvataggio dei dati periodico sarebbe la soluzione più semplice, ma molto spesso non viene fatto o rimandato a domani. Morale: quando il problema compare, il panico prende il sopravvento.

In realtà il problema può spesso essere risolto.

Grazie alle tecniche forensi siamo altresì in grado recpuerare i dati cancellati dai seguenti supporti:recuper_dat

  • Hard Disk
  • Sistemi multidisco RAID, NAS
  • Memory Card
  • Flash Drive USB
  • File Singoli corrotti
  • Dispositivi mobili quali smartphone e tablet (Androis, iOS, Windows Mobile)

Recuperiamo files di ogni tipo ricercando per estensione e firma digitale, a tappeto, su tutta la superficie del supporto. Recuperiamo foto, file excel, file di testo word, database e qualsiasi altro formato esistente.

Oltre al recupero dei files cancellati, ci occupiamo anche di cancellare in maniera sicura e definitiva i dati presenti su qualsiasi dispositivo di memorizzazione.

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Presentazione https://www.informaticaforense.ch/ Tue, 28 Oct 2014 15:58:43 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?page_id=1933 B-Positive Sagl nasce da un forte spirito imprenditoriale e dalla decennale esperienza dei suoi soci fondatori. Una giovane realtà nel panorama ICT Svizzero e tra i professionisti dell’informatica forense. Oltre ai tradizionali servizi informatici, B-Positive si è specializzata nella digital forensics. Formazione specifica nel settore della Digital Forensics, tuttora in approfondimento tramite un percorso formativo presso la SUPSI di Manno Esperienza… Read more →

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B-Positive Sagl nasce da un forte spirito imprenditoriale e dalla decennale esperienza dei suoi soci fondatori.

Una giovane realtà nel panorama ICT Svizzero e tra i professionisti dell’informatica forense.

Oltre ai tradizionali servizi informatici, B-Positive si è specializzata nella digital forensics.

  • Formazione specifica nel settore della Digital Forensics, tuttora in approfondimento tramite un percorso formativo presso la SUPSI di Manno
  • Esperienza pluriennale nel settore  IT
  • Perizie e Consulenze per i Ministeri Pubblici, per gli avvocati, le assicurazioni e le PMI.

Per questa ragione B-Positive ha stretto importanti partnership con i migliori brand leader sul mercato, selezionando i migliori prodotti da offrire alla propria clientela. L’obiettivo è quello di farsi riconoscere dal mercato per la qualità e l’affidabilità dei prodotti offerti come pure per l’alta professionalità e il know-how del personale.

B+forense

Servizi di Perizia e Analisi Forensi in campo informatico

Il nostro Direttore, Il Sig. Romeo Bressi ha avuto accesso e portato a termine con successo, la prima formazione ufficiale in Digital Forensics organizzata dalla SUPSI di Manno in collaborazione con il Dipartimento delle istituzioni del Cantone Ticino, ottenendo il “Digital Forensics – Certificate of Advanced Studies”, e siamo dunque abilitati a fornire servizi di informatica forense.

L’informatica forense (Digital Forensics) è una disciplina che si occupa di individuare, conservare, preservare e analizzare tutto ciò che si trova in formato “informatico”, al fine di essere valutato in un processo giuridico.Specialisti informatici, autorità giudiziarie, avvocati, consulenti ed esperti del settore coinvolti in questo campo operativo, sono costantemente confrontati con innovazioni tecnologiche e infrastrutture tecniche in continua evoluzione.

Si tratta di un contesto in forte evoluzione in tutto il mondo, che impone un approccio sistematico e multidisciplinare che può avvenire unicamente grazie a competenze adeguate. B-Positive ha avuto accesso alla prima formazione ufficiale in Digital Forensics. Un nuovo servizio che B+ è in grado di offrire.

 La Digital Evidence

Può essere definita come qualsiasi informazione con valore probatorio che sia memorizzata o trasmessa in forma digitale, e può essere estratta da:

  • Un dispositivo digitale: notebook, nastri, cd/dvd, hd esterni, smart phone, cellulari, usb drive, memorie, carte SIM, tablet
  • Una rete (intranet e/o internet): attraverso intercettazioni di traffico dati, pagine web, blog, social network
 In particolare vengono svolte attività di:
  • Digital Forensics
  • Mobile Forensics (dispositivi mobili quali telefoni GSM, Smartphone Android, iPhone/iPad/iPod, Windows Mobile Phone)
  • Acquisizione dati presenti su HDD, FDD, DVD, RAID
  • Network Forensics
  • Malware Forensics
  • Forensic Discovery
  • Incident Response

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Clienti https://www.informaticaforense.ch/analisi-forensi-informatica-forense-investigatore-privato-investigatore-digitale/ Tue, 21 Oct 2014 10:30:13 +0000 https://www.informaticaforense.ch/?page_id=1867 L’informatica forense trova applicazione in molteplici contesti, in particolare si rivolge a queste figure professionali : autorità giudiziarie, inquirenti, avvocati, consulenti e altre persone attive nel settore tecnico/giuridico nonché privati. Alcune esempi: consulenze tecniche e perizie per i ministeri pubblici, gli avvocati, le PMI, i collegi arbitrali e le assicurazioni assistenza alla persona sottoposta alle indagini attività di supporto alle indagini difensive… Read more →

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L’informatica forense trova applicazione in molteplici contesti, in particolare si rivolge a queste figure professionali :

autorità giudiziarie, inquirenti, avvocati, consulenti e altre persone attive nel settore tecnico/giuridico nonché privati.

Alcune esempi:

  • consulenze tecniche e perizie per i ministeri pubblici, gli avvocati, le PMI, i collegi arbitrali e le assicurazioni
  • assistenza alla persona sottoposta alle indagini
  • attività di supporto alle indagini difensive
  • consulenze tecniche in sede civile per attore o convenuto
  • attività di consulenza extra-giudiziaria delle controversie
  • attività di consulenza dell’accertamento tecnico, anche da parte di eventuali consulenti dell’indagato

Inoltre la perizia informatica eseguita con tali procedure, oltre a garantire l’imparzialità e la correttezza tecnica, permette ridurre al minimo la sospensione del processo grazie anche al rispetto dei termini concessi e alla presenza in udienza per l’esame.customer

La conoscenza delle esigenze operative in sede di intervento, nel rispetto delle norme procedurali, rende la nostra attività un valido ausilio alle indagini, consentendo sin dai primi atti il mantenimento della genuinità della prova digitale, per sua natura facilmente alterabile in assenza delle dovute precauzioni.

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